martedì 4 settembre 2012

Indifferenza

E' sbocciato quest'odio come un vivido amore 
dolorando, e contempla se stesso anelante. 
Chiede un volto e una carne, come fosse un amore. 

Sono morte la carne del mondo e le voci 
che suonavano, un tremito ha colto le cose; 
tutta quanta la vita è sospesa a una voce. 
Sotto un'estasi amara trascorrono i giorni 
alla triste carezza della voce che torna 
scolorendoci il viso. Non senza dolcezza 
questa voce al ricordo risuona spietata 
e tremante: ha tremato una volta per noi. 

Ma la carne non trema. Soltanto un amore 
la potrebbe incendiare, e quest'odio la cerca. 
Tutte quante le cose e la carne del mondo 
e le voci, non valgono l'accesa carezza 
di quel corpo e quegli occhi. Nell'estasi amara 
che distrugge se stessa, quest'odio ritrova 
ogni giorno uno sguardo, una rotta parola, 
e li afferra, insaziabile, come fosse un amore. 

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