domenica 24 marzo 2013

Alter Ego


Dal mattino alla sera vedevo il tatuaggio 
sul suo petto setoso: una donna rossastra 
fitta, come in un prato, nel pelo. Là sotto 
rugge a volte un tumulto, che la donna sussulta.
La giornata passava in bestemmie e silenzi. 
Se la donna non fosse un tatuaggio, ma viva 
aggrappata sul petto peloso, quest'uomo 
muggirebbe più forte, nella piccola cella. 
Occhi aperti, disteso nel letto taceva. 
Un respiro profondo di mare saliva 
dal suo corpo di grandi ossa salde: era steso 
come sopra una tolda. Pesava sul letto 
come chi s'è svegliato e potrebbe balzare. 
li suo corpo, salato di schiuma, grondava 
un sudore solare. La piccola cella 
non bastava all'ampiezza d'una sola sua occhiata. 
A vedergli le mani si pensava alla donna.


Cesare Pavese