venerdì 29 marzo 2013

Gelosia


L'uomo vecchio ha la tetra di giorno, e di notte 
ha una donna ch'è sua - ch'era sua fino a ieri. 
Gli piaceva scoprirla, come aprire la terra, 
e guardarsela a lungo, supina nell'ombra attendendo. 
La donna sorrideva occhi chiusi. 
L'uomo vecchio stanotte è seduto sul ciglio 
del suo campo scoperto, ma non scruta la chiazza
della siepe lontana, non distende la mano 
a divellere un'erba. Contempla tra i solchi 
un pensiero rovente. La terra rivela 
se qualcuno vi ha messo le mani e l'ha infranta: 
lo rivela anche al buio. Ma non c'è donna viva 
che conservi la traccia della stretta dell'uomo. 
L'uomo vecchio si è accorto che la donna sorride 
solamente occhi chiusi, attendendo supina, 
e comprende improvviso che sul giovane corpo 
passa in sogno la stretta di un altro ricordo. 
L'uomo vecchio non vede più il campo nell'ombra. 
Si è buttato in ginocchio, stringendo la terra 
come fosse una donna e sapesse parlare. 
Ma la donna distesa nell'ombra, non parla. 
Dov'è stesa occhi chiusi la donna non parla 
né sorride, stanotte, dalla bocca piegata 
alla livida spalla. Rivela sul corpo 
finalmente la stretta di un uomo: la sola
che potesse segnarla, e le ha spento il sorriso. 


Cesare Pavese